Croazia e come ti copio il glamour

In Croazia state in spiaggia, non andate per negozi.

Ragazzi, che delusione i negozi di abbigliamento di Parenzo, Umago e Novigrad.

Erano più di quindici anni che non andavo in Croazia, e, per carità, ora non mi sono spinta molto in là, magari già a Rovigno o a Zara le cose sono diverse. Non lo so. Non è dato sapere, a dire la verità.

Mi spiego, con poco preavviso e zero preparativi la settimana scorsa ho accettato l’invito di un’amica per una zingarata di due giorni a Parenzo. Certamente l’obiettivo era di farci un giro spensierato godendoci la costa, passando per Novigrad e Umago, ma assolutamente non mi aspettavo una situazione così deprimente nelle attività commerciali di abbigliamento dei rispettivi centri.

Non sembra vero e, infatti, non è vero niente

In generale so che è difficile trovare qualcosa di simile alla nostra moda prestigiosa e inimitabile (è proprio questo il punto!), per questo non mi soffermo molto sull’aspetto fashion quando esco dall’Italia. Se fosse stato per l’amica che mi trascinava dentro ogni santissimo negozio incrociato sulla nostra strada, non mi sarei accorta di niente in particolare. Al massimo avrei visto di sfuggita dall’esterno semplicemente un’accozzaglia di oggetti misti, abiti, cappelli, occhiali da sole, ma anche accessori telefonia e audio. Insomma, dei bazar, sulla falsa riga dei nostri negozi cinesi di cineserie (scusate la ripetizione, ma qui niente è scontato. Semmai copiato!).

Invece il, pur distratto, ingresso, tanto per passare il tempo aspettando che sempre l’amica trovasse il regalo giusto per non so chi, è stato illuminante. O agghiacciante, dipende.

D’accordo, siamo a inizio stagione, ma questi negozi sono tutti uguali. Tutti hanno più meno gli stessi prodotti.

Ebbene, non c’è stato negozio che non vendesse esclusivamente, ripeto, esclusivamente, abbigliamento e accessori palesemente falsi. Anzi, no, il termine corretto è copiati.

Io ho visto solo copie: riproduzione identiche delle creazioni dei marchi fashion più desiderati. La cosa lì per lì mi ha colpita molto. Superato lo stupore ho dovuto realizzare che di copie, appunto, si trattava, ma legali, non poteva trattarsi di merce contraffatta. Perchè altrimenti, ovviamente, non se ne potevano stare lì tranquillamente in un esercizio pubblico.

Ma dio mio, com’è possibile che non ci siano prodotti normali? Cioè, dico io, non per forza autoctoni o di lusso, ma almeno originali, non copiati. Impossibile, io ho visto solo imitazioni. Mah, veramente stupefacente questa cosa.

La suggestione Made in Italy che funziona in Croazia

Di queste zone ricordavo le spiagge rocciose, le piastre di cemento sulle quali sdraiarsi scomodamente per prendere il sole, l’acqua cristallina, i campeggi naturisti e qualche piccolo paesino con le bancarelle di frutta e verdura. Ricordo l’immancabile maialino allo spiedo all’ingresso dei ristoranti. Nessun ricordo circa il commercio d’abbigliamento.

D’altronde, giustamente, cresce la proposta turistica e il numero di italiani è in aumento esponenziale. La Croazia ha un bellissimo mare, un sempre maggior numero di strutture ricettive moderne, costi decisamente competitivi. E anche, forse, un rapporto un po’ particolare con le regole? (Si può dire?).

La maggior parte dei brand copiati sono italiani: Versace, Dolce & Gabbana, Fendi. Ma ci sono anche Chanel, Louis Vuitton, Polo Ralph Lauren. E i prezzi sono stracciatissimi.

Qualche esempio? Ho visto degli abiti totalmente Gucci, con la ministampa a doppia G, il motivo delle cinture e il binomio rosso-verde e abiti di maglia tempestati della doppia F di Fendi in versione bianco e nera, al costo di 200 kune circa (25,00 euro circa). Una borsa pienamente Fendi, con gli occhietti da fumetto, le pochette Prada e le immancabili Chanel 2.55 a 430 kune circa (55,00 euro circa).

Probabilmente lo sapete già, non vi sto dicendo niente di nuovo, in fondo da Veneto e Friuli non ci si mette niente ad arrivare a Parenzo, li avrete visti anche voi questi punti vendita dei quali sto parlando. Probabilmente avete anche acquistato con soddisfazione. Alcuni capi sono anche accettabili nella modelleria e nella confezione.

Ma io non ce la faccio. E’ orribile acquistare i tarocchi (si può dire?): e per una questione etica di rispetto del brand e dell‘ingegno creativo e perchè è veramente l’ammissione poraccia del vorrei ma non posso!

Contraffazione e giurisprudenza

Dicevo, non è dato sapere se solo le cittadine che ho visto io stavolta hanno questa caratteristica o se valga per tutta la Croazia, perchè appena sono rientrata ho voluto indagare su questa realtà, ma online non ho trovato nulla di esplicito al riguardo. Cioè, pensavo di trovare chiaramente una risposta ufficiale del tipo che in Croazia è permesso il mercato della merce copiata.

Invece no, mi sono persa nei meandri dell’argomento contraffazione e giurisprudenza che è molto complesso e dalle molteplici sfacettature, senza venire a capo di niente, se non capire bene la differenza tra:

– prodotto falso venduto come originale (truffa)
– prodotto falso venduto, ad esempio, sui marciapiedi o in internet, ed acquistato con la consapevolezza che si tratta di un falso

Qui il caso sembra il secondo. Dunque il venditore non è punibile perchè offre al pubblico un prodotto contraffatto così male da non poter essere spacciato per originale in alcun modo. Si tratta del cosiddetto falso grossolano, cioè di quella contraffazione talmente evidente da non poter ingannare nessuno.

E’ evidente che si tratta di imitazioni esplicite. Non c’è il tentativo di truffa, non ci sono etichette che imitano le originali. Il primissimo impatto frega tantissimo, anche perchè le collezioni copiate sono quelle attuali, ma vabbè, a quanto pare, si può fare. Contenti voi.

Ok, siamo all’interno della legge, ma che tristezza realizzare che questo fenomeno è un vero e proprio mercato parallelo, che molto spesso riscuote un successo perfino maggiore rispetto a quello dei prodotti originali.

E che tristezza pensare ai commercianti al dettaglio che acquistano, per rivenderli, capi di abbigliamento interamente clonati nei capannoni gestiti magari da cinesi all’interno dei Centri Ingrosso, magari proprio da noi, a Prato (si può dire?).

Se le copie sono identiche, l’originale deve primeggiare in etica

Questo è un argomento spinoso e delicato, nel quale risulta noioso ora, immagino, addentrasi oltre (se vi va, approfondite ad esempio qui). Volevo solo portare la riflessione sulle nostre scelte di acquisto da consumatori. Il nocciolo della questione sta proprio qui: la merce copiata incontra il nostro favore perchè anziché spendere cifre esorbitanti per un prodotto firmato, preferiamo ripiegare su qualcosa di molto simile (a volte identico) e, soprattutto, di gran lunga meno costoso.

Se una borsa griffata e ben imitata viene messa sul mercato a prezzi venti volte inferiore all’originale non reagiamo come se ci avessero propinato un farmaco taroccato, perchè nel caso del tessile non è a rischio la salute, si spera.

Allora come possiamo resistere alla tentazione? Se non basta la consapevolezza che stiamo acquistando un prodotto che viola il diritto esclusivo sul marchio, dovrà essere il marchio originale a modificare la sua strategia produttiva e di comunicazione. Dovrà associare valori nuovi all’idea di originalità: non solo in termini di superiorità qualitativa del prodotto originale, ma anche di eticità ed ecocompatibilità dei processi produttivi con messa al bando, ad esempio, del lavoro minorile. Per fortuna siamo sulla buona strada con alcuni brand Made in Italy (qualche esempio).

Ora rilassiamoci perdio! La Croazia è bellissima

Anche stavolta un viaggio è il pretesto per un altro argomento. A fatica, ma parliamo un pò del resto della vacanza. Ho per lo più passeggiato nei centri storici e mi sono sbizzarrita con foto ai vari porti.

Il centro di Parenzo è delizioso, di antiche origini romane. Ha la basilica Eufrasiana di epoca bizantina ed eleganti palazzi gotici veneziani. Ma le luci del tramonto al porto hanno catturato maggiormente la mia attenzione:

Novigrad è medievale, con strade strette e tortuose. Ha un’atmosfera rilassata, tranquilla e tutto il fascino del paesino di pescatori, soprattutto nella zona delle mura e del porto:

Umago è molto ordinata e pulita, l’entroterra è un susseguirsi di colline, campi coltivati a vite e olivo. Verso la costa ci sono tante piccole realtà ricettive a gestione e atmosfera familiare. Il centro e il porto hanno l’aspetto di una città lacustre affacciata su un tratto di mare tranquillo, con tanti chioschi e ristoranti sulla spiaggia:

Bene, spero di non avervi solo annoiati ma anche un pò incuriositi e solleticati.

Sljedeci put!

(D. B.)

 

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