Glamour e cinema per Fendi uomo

L’ultima collezione Fendi Uomo ha il giusto pretesto per parlarne. Indovinate? E’ stata disegnata in collaborazione esclusiva col mio amato regista Luca Guadagnino. Ed è già cult movie della storia della moda italiana contemporanea!

E’ giusto poi che dedichi qualche attenzione anche alla moda maschile, no? La Milano Moda Uomo PE 2020, sulle cui passerelle sono state presentate le collezioni per la prossima stagione calda, si è svolta da venerdì 14 a lunedì 17 giugno.

Fendi ha sfilato l’ultimo giorno, in una location fuori dai soliti schemi, nella splendida cornice neoclassica dei giardini di Villa Reale a Milano, già Belgiojoso Bonaparte:

In realtà quest’ultima edizione della MFF ha visto diversi brand abbandonare gli showroom in favore di luoghi straordinari. Ermenegildo Zegna ha sfilato all’ex area industriale Falck di Sesto San Giovanni, oggi in attesa di riqualificazione. Mentre Giorgio Armani ha scelto, sì, come location la sede stessa del brand dal 1996, ma Palazzo Orsini è un palazzo settecentesco bellissimo.

Il set verde milanese scelto da Fendi, suggerito proprio da Luca Guadagnino a Silvia Venturini Fendi, è in linea con una collezione en plein air, dall’allure bucolica. I temi vengono dal mondo botanico, dal giardinaggio e dai viaggiatori:

Gli elementi naturali della terra prendono vita sotto forma di materiali come il cotone, il cachemire, la lana e la seta. La palette cromatica è dai toni verde, beige, marrone e bianco. Vediamo subito qualche outfit:

Luca Guadagnino nel ruolo di guest artist della stagione, frutto della lunga amicizia e collaborazione con Silvia Venturini Fendi, interpreta il giardino come invito alla riconciliazione con la natura e simbolo del suo sofisticato rapporto con l’uomo:

Guadagnino disegna i Botanics for Fendi

Il logo Fendi colloquia con le le stampe Botanics for Fendi ideate da Guadagnino durante le pause di lavorazione del film Suspiria (del quale la Fendi è produttrice). Sono grafiche su abiti e accessori con motivi geometrici e floreali ispirati al kimono:

Focus sulle stampe quindi, ma anche sulla componente urban chic, descritta da capi fluidi, linee composte e volumetrie comode:

L’ispirazione alle divise è sartoriale e funzionale. I cappotti, i pantaloni cargo e le lunghe camicie acquistano leggerezza per sottrazione attraverso spacchi e aperture strategiche su ampi volumi e capi traforati. Sono un’idea di Guadagnino anche i motivi a intreccio:

Ma, come dicevo, il regista ha dato la sua visione artistica a tutti gli elementi dello show: dai look fino alla scelta della colonna sonora. Quest’ultima, per l’occasione, è la rielaborazione dell’album sperimentale Back to the Basic del 1999 ispirato alle opere dei compositori classici Claude Debussy, Maurice Ravel e Erik Satie del giapponese Ryuichi Sakamoto.

Bellissima l’atmosfera della sfilata sotto i raggi del sole: da Fendi arriva un monito per riportare l’attenzione collettiva sulla bellezza che ci è stata data e che è intorno a noi. E il tutto risulta, come dire, molto naturale.

Come naturale è questo lavoro di sinergie tra la stilista della maison e il regista, designer, creativo prestato alla moda.

Moda e arte, un binomio indissolubile

La moda si nutre sempre più spesso di collaborazioni che incrociano stili e si estendono a connessioni con l’arte, il design, la cultura e il cinema.

Luca Guadagnino, dopotutto, non è al suo primo debutto nella moda nelle vesti di regista. E’ infatti autore di diversi spot e cortometraggi fashion, ad esempio, per Pomellato, Armani, Cartier.

Impossibile qui non vedere il collegamento con la natura, le cose semplici, la vita all’aria aperta, insomma con l’atmosfera e le suggestioni uniche dei suoi film Io sono l’amore e soprattutto Chiamami col tuo nome.

Bene, anche per la prossima primavera/estate il mood Call me by your name è garantito!

Baci che sanno di pesca

(D. B.)

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