L’irresistibile glamour di Morgan

Morgan, ovvero il fascino poliedrico e irregolare che tanto ci piace.

Torniamo a parlare di musica, ma non solo, anche di estetica e di natura.

Sono un’estimatrice di Morgan, l’ho già sentito live diverse volte: con il gruppo Bluvertigo, in versione deejay, perfino come lettore dell‘Inferno di Dante.

Mi mancava la versione piano e voce. L’occasione ghiotta è arrivata: domenica mattina scorsa siamo riusciti (entrambi!) a svegliarci presto e ad essere, con oltre 2.000 persone, al bellissimo parco di Villa Manin a Passariano di Codroipo (UD).

Ebbene, ho vinto la mia pigrizia, sicura di venire ripagata con buona musica, cibo al sacco preparato dall’immancabile amica propensa alla cucina e alla cura dell’alimentazione di tutti e una location assolutamente fashion.

(Per un attimo, solo un attimo, mi sono immedesimata al Coachella Festival!)

Il concerto di Morgan è stato inserito nella rassegna Concerti nel Parco, ideata dall’Erpac (Ente Regionale per il Patrimonio Culturale) nell’ambito di Villa Manin Estate 2019. Gli eventi in programma propongono una domenica alternativa conoscendo anche il patrimonio artistico e naturalistico della residenza dogale. Villa Manin è una delle ville più grandi d’Italia, autentico gioiello artistico e simbolo culturale della regione Friuli Venezia Giulia.

Tra l’altro, proprio nei giorni scorsi, lo storico parco, il giardino annesso allo spettacolare complesso della villa, è stato inserito tra i dieci parchi più belli d’Italia, arrivando in finale al concorso nazionale Il parco più bello. Un’iniziativa, questa, patrocinata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e dal Ministero dell’Ambiente, che intende valorizzare l’inestimabile patrimonio verde presente in Italia.

Morgan, virtuosismo e persuasioni trascinanti

Perfetto, gli ingredienti per la mia domenica en plein air c’erano tutti. Ed è stato bellissimo.

Se non fosse per il mancato selfie con Morgan! Accidenti mi è sfuggito, è scappato via scortatissimo subito dopo il concerto. Non ho potuto fare nulla per avvicinarlo, proprio nulla, che disdetta, che delusione (vedi l’amarezza del palco vuoto in copertina).

Fa niente, mi resta l’atmosfera, l’intenso set di un’ora e mezza tra interpretazioni dei suoi (anche miei) amati Fabrizio De Andrè, David Bowie, Queen, Luigi Tenco, incursioni culturali sulla musica e due brani dal suo primo album da solista Canzoni dell’Appartamento, compresa la meravigliosa Altrove.

Effettivamente è stato un tripudio di applausi dal primo all’ultimo brano del concerto.

Qui l’intervista post concerto dove Morgan dice la sua su esibizione e ascolto il mattino invece che la sera.

Mi è sempre piaciuto Morgan, dal punto di vista musicale e della personalità, il suo linguaggio sa essere attendibile e allo stesso tempo ironico. Ecco, adoro anche il suo humor.

Non è estraneo al cinema, ha composto la colonna sonora di quattro film: Ingannevole è il cuore più di ogni cosa di Asia Argento, Il Quarto Sesso di Marco Costa, Il siero della vanità di Alex Infascelli e Transylvania di Tony Gatlif. In questi ultimi due film e in Perduto amor di Franco Battiato compare anche come attore.

Ma dove vai se il fiocco anarchico non ce l’hai?

Pazienza se ‘una certa malinconia accomuna gli artisti, è la cellula della creatività’. A dispetto della sua vita personale forse non del tutto irreprensibile – ma, si sa, l’eccentricità e l’irriverenza hanno un forte fascino – Morgan piace come appassionato comunicatore di bellezza.

Riguardo la moda ha idee chiare e fertili, vorrebbe scrivere un libro con il suo sarto personale, lo stilista Ennio Capasa, sul significato della giacca: ‘Gli adolescenti non sanno portarla, dicono che invecchia. E non sanno fare un nodo alla cravatta. Io ho imparato il fiocco anarchico, la mazziniana, il papillon. Il maestro è stato mio padre, un uomo molto vanitoso. Ma vestirsi è un gioco da prendere con leggerezza’.

A una Milano Moda Uomo di qualche anno fa, precisamente alla sfilata di John Richmond, alla domanda su quale fosse per lui il concetto di moda dichiarava: ‘Non seguire nessuna moda, indossare quello che ti fa sentire bene con te stesso e poi moda è confusione, anarchia, accostamenti casuali, così come è la vita’.

E ancora: ‘Nel mio guardaroba possono mancare le mutande, possono mancare i calzini però sono d’obbligo i fiocchi anarchici’.

‘Le leggi della morale sono le leggi dell’arte’

Morgan risulta certamente un personaggio controverso, il più inquieto e discusso tra i cantanti italiani. Io trovo invece che la sua visione del mondo sia positiva e produttiva. Più di una volta ha citato il testo di Robert Schumann del 1845, Le regole di vita musicale, come attuale e valido insegnamento su come si deve affrontare la musica, cioè la vita.

Io vi saluto, mentre ‘lascio che le cose mi portino altrove, non importa dove’.

(D. B.)

 

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