Che ne sarà del glamour dopo il coronavirus?

Dopo il coronavirus che ne sarà della moda, dello spettacolo, del cinema?

In questo momento non si parla di tendenze, dell’ultimo must-have, dei rocamboleschi set cinematografici. Si parla solo con apprensione di cosa ci aspetta finita (o quasi finita) la pandemia.

Sapere che la mascherina sarà l’unico accessorio indispensabile e che non ce ne potremo sbarazzare per chissà quanto tempo è demoralizzante.

Vi dicevo che gli eventi, la cultura in generale (oltre al turismo) sono stati i primi a fermarsi. (Vi dicevo anche che non c’era un sostegno economico per il lavoro autonomo dei professionisti e delle maestranze di questo settore trovatisi a cancellare tutti gli ingaggi. Non c’è neanche adesso, a dire la verità, un valido rimborso al danno subito).

Dall’8 marzo sono chiusi i teatri e i cinema (l’ultimo weekend di apertura ha dato gli incassi al box office più bassi di sempre). Ma già da metà febbraio il coronavirus ha fermato gli shooting, le riprese di film e serie tv, ha rinviato o cancellato fiere, festival e congressi. (Qui un utile form per sostenere la categoria degli eventi).

Queste saranno le ultime attività a riaprire. Dovranno aspettare la fine dell’emergenza, quando si riprenderà la vita sociale senza più restrizioni, ma soprattutto senza più distanze? Oppure saranno in grado di riscrivere il futuro attraverso nuovi accorgimenti e strategie?

Lo scenario dell’industria della moda

Il panorama è drammatico, così come per molti altri settori lavorativi. Le analisi applicate al mondo della moda sono spaventose. Un significativo numero di aziende sarà costretto a dichiarare fallimento nei prossimi mesi. Questa imprevedibile crisi sanitaria e finanziaria ha vanificato le pianificazioni annuali senza orientare a nuove soluzioni. Il blocco di tutte le attività produttive e le chiusure dei negozi hanno provocato la perdita di milioni di posti di lavoro. (Date un’occhiata a The Business of Fashion se volete approfondire).

Il quadro è questo e l’industria del fashion, come altre, sta studiando le strategie più giuste per reagire, per prepararsi a quello che succederà dopo il coronavirus.

Come ha detto per primo re Giorgio Armani, questa crisi offre alla moda l’opportunità di ridisegnare tutta la catena del settore e di concentrarsi su altri valori. La crisi è un catalizzatore che obbligherà tutti a un cambiamento.

I consumatori, ad esempio, ridurranno la spesa per l’abbigliamento e comunque spenderanno di più tramite i canali social. Ecco allora l’idea di sfilate virtuali, showroom digitali e commercio livestream.

Il mondo del cinema dopo il coronavirus

Pensiamo ora al cinema. I set sono sospesi, gli attori e i doppiatori sono a casa. Tutte le altre figure professionali, dai tecnici agli uffici stampa, si trovano senza lavoro, in attesa di una ripresa che sembra sempre più lontana. (Persino Tom Cruise ha dovuto interrompere le riprese di Mission Impossible 7 a Venezia e tornarsene in America).

Le stime parlano di un centinaio di film e oltre 100 mila occupati direttamente ed indirettamente bloccati dall’inizio dell’emergenza coronavirus. In questa fase è tutto fermo con danni straordinari per le imprese ed i lavoratori.

Il 18 maggio è prevista la riapertura di musei, mostre e biblioteche. Quelli più grandi, quelli in grado di rispettare le prescrizioni di sicurezza indicate. Alla stessa data non sarà possibile riprendere a girare, non alla ‘vecchia maniera’ perlomeno.

In Svezia e Danimarca, dove non c’è mai stato un completo lockdown, pare siano ripartiti i set, ma con un nuovo protocollo. Le importanti limitazioni sono sui numeri di persone coinvolte: niente scene con grandi folle e troupe da massimo 50 persone pianificate su turni.

Ecco, anche in Italia il prossimo futuro potrebbe essere questo, insieme all’innovazione tecnologica credo. Sarà indispensabile per il business capire come concentrare l’attenzione sugli ultimi strumenti, ad esempio, del design 3D, per un investimento a lungo termine.

Come saranno allora i set fotografici e cinematografici?

Per garantire il proprio futuro, ogni settore deve quindi ripensarsi adesso, proprio adesso.

Chissà come gli artisti potranno essere truccati, pettinati, microfonati. Chissà come si potranno girare le scene molto ravvicinate. Come si faranno i baci cinematografici?

Il lavoro da remoto col quale già ci stiamo ingegnando potrebbe rappresentare uno strumento di non-ritorno. Hollywood sta pensando a scene girate senza gli attori, cioè senza gli attori reali ma riprodotti digitalmente. (Ricordate la ‘resurrezione’ di Brandon Lee morto sul set de Il corvo? Era il 1994. Recentemente anche di Carrie Fisher in Star Wars, Gli ultimi Jedi è stata creata l’immagine post-mortem). Altri esperimenti in corso in questa fase di stallo sono, che so, scene a distanza come videogiochi.

Guardavo l’altra sera il film Bombshell – La voce dello scandalo di Jay Roach, che, non essendo potuto passare nelle sale, ora è disponibile su Amazon Prime. Non solo i fatti raccontati sono reali e recenti, la tematica è attualissima e scottantissima. Parla della Fox News e delle schifezze che accadevano prima che le protagoniste si ribellassero al capo redattore.

Quello che più mi ha fatto un certo che è il via vai continuo di persone, tra i piani dell’edificio, gli studi televisivi dove si creano i programmi, i camerini e le sale trucco, gli uffici, le scrivanie e gli ascensori. In questo preciso momento storico tutta l’impostazione scenica del film mi suona incredibile e surreale.

Così come l’idea del prossimo Festival del Cinema di Venezia, dal 2 al 12 settembre, dato per confermato in questi giorni. Sono contentissima, ma, mamma mia, chissà come sarà!

(D. B.)

 

5 Comments

  • M.Claudia Pirani 29 Aprile 2020 at 12:04

    Dobbiamo solo aspettare e sperare che tutto torni alla normalità, anche se strada facendo temo che saranno tanti che chiuderanno

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  • Demetra Wiccan 29 Aprile 2020 at 12:11

    Tutto é sopeseo, anche i concerti. Io avevo in programma di andare a Bologna a vedere Eric Clapton ma é stao rinviato a maggio del prossimo anno (sperdo che almeno il prossimo anno sia poaaibile assistere ai concerti). Dobbia aspettare e sperare che la situazione migliori

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  • Roberta 1 Maggio 2020 at 17:55

    Purtroppo tutto si è fermato a causa dell’emergenza Coronavirus. Speriamo di tornare presto alla normalità e che non ci siano grossi danni per nessuna attività

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  • Zelda 2 Maggio 2020 at 18:11

    Speriamo che passi tutto quanto in moda da ripartire più forti che mai.

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  • Iole 3 Maggio 2020 at 21:24

    Guarda… penso che dovremmo aspettare ancora! È vero siamo nella fase 2 , ma dobbiamo essere cauti!

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