Lio Piccolo: glamour fuori dal tempo

Oggi andiamo a Lio Piccolo.

Sì, intanto faccio la seria e vi racconto la mia giornata in questo favoloso angolo veneziano. Poi nel prossimo articolo analizzeremo insieme i momenti e gli outfit più belli del Festival del Cinema che si sta svolgendo a Cannes in questi giorni.

Solo un’anteprima: se mi seguite da un pò, sapete già su cosa punterò, giusto? Ecco, datemi il tempo di realizzare con calma cosa hanno visto i miei poveri occhi arrapati lunedì scorso. L’entrata in scena ghiaccio-bollente di chi manco più serve dirvelo merita un intero articolo.

the-french-dispatch

Ma torniamo in Italia, la fantastica Italia, nelle grandi e nelle piccole cose. (E, a proposito di grandi imprese, ci voleva proprio in questo momento, prima, la vittoria all’Eurovision, poi, la vittoria agli Europei di calcio: grandi tutti, non ho parole!).

L’Italia è così, maestosa e deliziosa. E Lio Piccolo è uno scrigno di bellezza, uno di quei posti del cuore che non puoi non vedere, soprattutto se sei veneto.

Lio Piccolo

Il borgo di Lio Piccolo è alle estreme propaggini della laguna di Venezia. Ha pochissime case ed è un antico mondo di specchi d’acqua e barene sospeso nel passato. Ha origini romane e si raggiunge dal centro di Treporti (VE) grazie ad una splendida strada panoramica che si snoda tra canali e orti.

Lio Piccolo-strada

Per quel che mi riguarda, l’avevo sentito nominare e mi ero ripromessa di andarci prima o poi. Ma è stato solo dopo averlo visto da sfondo, in particolar modo, in un paio di film recenti, che l’ho voluto visitare assolutamente.

Lio Piccolo: Louisiana veneta

Ve l’ho già detto, il mio attuale appetito turistico è quasi esclusivamente di tipo cinefilo. Complice una viscerale propensione per il cinema italiano, con buona predilezione per quello più nostrano, vien da sè che dopo l’ultimo lavoro di Pupi Avati, Il signor Diavolo e l’intrigante serie televisiva L’Alligatore, ambientate, anche, a Lio Piccolo, la curiosità è diventata necessità.

Parto dal figone dell’articolo di oggi. Matteo Martari, veronese, è L’Alligatore nella trasposizione televisiva dei gialli di Massimo Carlotto, firmata Daniele Vicari e Emanuele Scaringi.

Perfetto nei panni ruvidi e tormentati dell’investigatore maledetto (così come nel ruolo di Tenco in Fabrizio De Andrè – Principe Libero di Luca Facchini, con Luca Marinelli, e nella partecipazione a Il Mio Godard di Michel Hazanavicius, con Louis Garrel), detto tra noi, era già tanta roba quando lavorava come modello!

matteo-martari

Impossibile allora per me resistere al suo fascino e alla seduzione delle stupende location, tra casali, vigneti e ville entro le quali si muove. (A me poi è sempre piaciuto anche molto l’attore Thomas Trabacchi, essenziale e azzeccatissimo coprotagonista)

l'alligatore-lio piccolo

Trovo questa anomala serie noir collocata nel sottobosco del profondo Veneto davvero unica e interessante. Se, da una parte, apre la strada in Italia al sottogenere narrativo statunitense del cosiddetto hard boiled, dall’altra, mostra un paesaggio per molti inedito, da Suburra del Nord Est.

Se a novembre vi siete persi in tv gli otto episodi, potete ancora recuperarli su Rai Play.

Non c’è solo Lio Piccolo, ma anche altre località della laguna veneta, del delta del Po e dei Colli Euganei (c’è pure Bagnoli di Sopra, vi ricorda qualcosa?).

Lio Piccolo: favola contadina e religiosità arcaica

Anche ne Il Signor diavolo c’è Lio Piccolo, ci sono paesaggi inconsueti, c’è la cultura rurale e la tradizione magico-religiosa del territorio. Ma solo nella sceneggiatura. Pupi Avati mi ha fregata, ho abboccato alla vicenda che parla, appunto, di Lio Piccolo, ma in realtà le scene sono state quasi tutte girate tra il Polesine e Comacchio (dei quali ho scritto qualche articolo fa).

Anche in questo caso, come non voler vedere immediatamente (e ingenuamente) certi paesaggi mistici e bellissimi della storia gotico-padana anni cinquanta del grande regista emiliano?

il signor diavolo-film

Senza documentarmi prima meticolosamente sulle location specifiche, sono partita alla volta della nostra piccola perla a nord di Venezia. Speravo di trovare i bellissimi casolari isolati del film (e dell’omonimo libro), invece niente. Ma sapete una cosa? Ne ho trovati degli altri, l’atmosfera è praticamente la stessa e, soprattutto, l’impellenza è stata soddisfatta.

Lio Piccolo-casolare

Volevo in qualche modo respirare quel rapporto col passato non pregiudicato, non contaminato dalla modernità. Tutto questo è descritto bene dal ritorno all’horror de Il Signor diavolo (guarda caso, girato in pellicola). In un certo senso mi sono immedesimata nel suo messaggio metaforico che vede la laguna veneta di 70 anni fa come traslazione di tutto un Paese immobile, arretrato e medievale.

L’oasi suggestiva di Lio Piccolo (come le valli che sorgono a sud del delta del Po) è evocativa e funzionale al meraviglioso e al paradisiaco, ma si presta anche all’inquietudine di un certo periodo storico. Qui il tempo sembra essersi fermato agli anni in cui non era il sovrannaturale a spaventare, bensì la realtà di un momento culturale tormentato e superstizioso.

Se avete perso il film al cinema, potete recuperarlo in streming su Chili.

Certi luoghi hanno un che di magico e cinematografico, un tempo tutto loro, scandito dai ritmi della campagna

Bene, attraverso il cinema vi ho dato un assaggio alternativo di Lio Piccolo, tra il crime e l’horror, pensando ad un ritorno al cinema di genere, ad un clima malavitoso o da brividi.

Lio Piccolo-Agriturismo Le Saline

Per la questione prettamente logistica ci sono già tanti siti e blog che vi danno scrupolose dritte e coordinate. Sicuramente suggerisco anch’io di raggiungerlo in bicicletta da Cavallino-Treporti.

(Non vi nascondo – come potrei? – che la sensazione idilliaca mi ha ricordato quella del giro in bici per la campagna cremasca di tre estati fa, ricordate?)

Questa vocazione cineturistica mi dà tanto entusiasmo e slancio, ma anche qualche patema. Sto letteralmente pregando che non venga cancellata all’ultimo l’apertura delle Cascate del Serio il 22 agosto. Il mio prossimo obbiettivo è rivivere la bellissima scena di Chiamami col tuo nome proprio durante uno di questi appuntamenti straordinari!

Vi saluto con una delizia dell’Agriturismo Le Saline: in questa zona si coltivano le celebri castraure, il germoglio terminale dei carciofi, principe della cultura gastronomica lagunare.

lio piccolo-carciofi

Alla prossima!

(D. B.)

 

19 Comments

  • Cristina Petrini 19 Luglio 2021 at 14:05

    Mi piace moltissimo come hai incrociato il racconto per la conoscenza di un luogo che io nella mia ignoranza nemmeno sapevo esistesse, con la cultura e lo spettacolo. Storie per apprezzarlo ancor di più!

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  • Nicoletta - Viaggiatori per Caso 19 Luglio 2021 at 16:06

    Hai ragione, anche a guardare le tue foto questo paese mi ricorda tremendamente la Louisiana. Da vedere e …fotografare!

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  • Hang Around The World 19 Luglio 2021 at 21:53

    E chi ne era a conoscenza fino ad ora… Che carino. Un posto che trasmette tranquillità e secondo me è piacevole passeggiare lì. Quando passo in quelle zone la visita ci sta! – Paolo

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  • Maria Domenica Depalo 20 Luglio 2021 at 8:59

    Ci sono luoghi che non soltanto rimandano alla bellezza senza tempo della natura ma che al contempo sanno essere funzionali come racconto, quale può essere quello cinematografico. E Lio Piccolo ne è un esempio. Meraviglioso.
    Maria Domenica

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  • Chiara "oscuro_errante" 20 Luglio 2021 at 11:34

    Apprezzo sempre molto i tuoi articoli, sono sempre freschi e divertenti! In questo caso specifico, l’articolo su Lio Piccolo è fenomenale, complimenti! E sembra un posticino molto bello da visitare, grazie! Non vedo l’ora di leggere l’articolo dedicato al glamour!

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    • glamouradmin 23 Luglio 2021 at 23:47

      Grazie Chiara! Teniamoci aggiornate 😉

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  • Francesca Maria 21 Luglio 2021 at 12:55

    Che località incantevole. Davvero merita di essere visitata. Concordo poi sul fatto che ricorda il famoso stato americano. E’ sempre un piacere leggere i tuoi articoli.

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  • Valentina M. 21 Luglio 2021 at 16:04

    Sono stata a Venezia ma questo borgo non l’ho visto, sicuramente da visitare dopo aver letto il tuo articolo appena ci ricapito.

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  • Annalisa 22 Luglio 2021 at 11:02

    Complimenti sia per i luoghi che per gli attori di cui parli…adoro Matteo Martari, attore con grandi potenzialità

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    • glamouradmin 23 Luglio 2021 at 23:46

      Oooh, finalmente un apprezzamento al Martari!

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  • Rodí 22 Luglio 2021 at 17:05

    Non conoscevo questo luogo, lo aggiungo ai posti da visitare. Davvero bellissimo! Grazie mille.

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  • Zelda 25 Luglio 2021 at 15:32

    Bellissimo, non conoscevo questo luogo. Se dovessi capitare in zona ci farò una visita, come sempre adoro questa tipologia di articoli.

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  • Elena Resta 25 Luglio 2021 at 17:17

    Ho conosciuto Massimo Carlotto attraverso il suo mitico “Le Irregolari” e poi attraverso tutti i successivi libri con l’alligatore come protagonista. Quando, infine, l’ho conosciuto di persona, per me è stato un vero coronamento di sogno. Che dire, bellissimo articolo. perfettamente inserito nella bellezza e fascino dei luoghi e delle persone raccontate.

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    • glamouradmin 26 Luglio 2021 at 12:32

      Grande Carlotto!
      Io attendo con trepidazione il seguito della serie in tv. Non si può resistere ancora per molto col finale dell’ottavo episodio!

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  • Lety 26 Luglio 2021 at 10:52

    Non conoscevo assolutamente questo posto e grazie alla relazione con i vari film sei riuscita a scrivere un articolo molto bello. Cercherò di visitarlo appena mi sarà possibile ☺️

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  • Manuela 26 Luglio 2021 at 14:37

    Che bello hai preso un luogo che ti piace, perché si percepisce che ti piace un sacco e ce lo hai raccontato in tutte le sue sfaccettature!

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  • Giumanu 26 Luglio 2021 at 15:19

    E chi conosceva questo posto? Sei fantastica perché mi fai scoprire che abbiamo tanti posti meravigliosi in Italia!

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  • Lovely 27 Luglio 2021 at 4:44

    Lio Piccolo sounds like a beautiful place! I wish I could travel to this place some day!
    xoxo
    Lovely
    http://www.mynameislovely.com

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